ALTO TASSO D'INCIDENZA IN PROVINCIA DI CALTANISSETTA DEI TUMORI DEL POLMONE, EMATOLOGICI ED INFANTILI.
PIÙ COLPITE LE AREE DEL “VALLONE” E GELA.

No agli allarmismi e alle interpretazioni avventate.
A breve, su proposta del Project Manager Ing. Culora Carmelo, il Comitato Tecnico Scientifico del Registro Tumori avvierà uno studio sulle cause delle più diffuse patologie tumorali.


Sabato 16 febbraio in occasione di un Convegno svoltosi a Caltanissetta sono stati resi noti i dati del triennio 2007-2009 inerenti l'incidenza in provincia di Caltanissetta nell'ambito della presentazione dei risultati del progetto “Conoscere per prevenire-Conoscere per curare” .
Durante il convegno di fronte alla gremita sala convegni di Villa Barile e alla presenza di tantissimi cittadini, Sindaci, assessori e consiglieri delle amministrazioni locali e provinciali, deputati regionali, rappresentanti di vari enti pubblici e privati e referenti delle organizzazioni no profit sono intervenuti: Dott. Paolo La Paglia, Direttore scientifico del Centro Tumori e Stili di vita positivi, Sezione provinciale del Registro Tumori di Caltanissetta e Ragusa; Mons. Giuseppe La Placa, Vicario Generale della Diocesi di Caltanissetta; Dott. Arcangelo Lacagnina, Presidente dell’Ordine dei medici della Provincia di Caltanissetta; Dott. Mancuso Renato, Dirigente Settore X - Ufficio Servizi Sociali e Culturali della Provincia Regionale di Caltanissetta; Ing. Carmelo Culora, Presidente del Conzorzio P.S.G., Progettista e Project Manager del progetto; Prof. Melchiorre Fidelbo, Responsabile organizzativo del Registro Tumori Integrato CT-ME-SR-EN; Dott. Salvatore Scondotto Dirigente dell'Osservatorio Regionale Epidemiologico; Dott. Rosario Tumino, Direttore del Registro Tumori di Caltanissetta e Ragusa;

Da tanti anni la popolazione attendeva l'istituzione del “Registro tumori” e soprattutto i relativi dati. In tanti sono convinti che in alcune aree della nostra provincia vi sia un tasso d'incidenza molto alto rispetto alla media regionale e nazionale e in tanti hanno anche ipotizzato quali potrebbe essere i fenomeni connessi alle relative cause ma senza i dati di un Registro Tumori validati scientificamente non è mai stato possibile andare oltre alle leggende di paese e alle ipotesi avanzate da più parti.

Tre anni fa grazie ad una innovativa proposta progettuale elaborata e presentata dallo staff del Consorzio P.S.G., presieduto dall'Ing. Culora Carmelo, la Provincia Regionale di Caltanissetta, a seguito dell'interessamento dell'On. Gianluca Miccichè, già Assessore provinciale alle politiche sociali e alla sanità, ha finanziato l'intervento per un triennio.
Il progetto si è svolto, in collaborazione con l’ASP di Caltanissetta, a cura dell’Associazione Temporanea di Scopo “Stili di vita positivi” costituita dal proponente Consorzio PSG, dal Registro Tumori Integrato CT-ME-SR-EN, dal Parco Scientifico Regionale della Sicilia e dall’ASP di Ragusa che ha il ruolo di capofila essendo stata incaricata dalla Regione Siciliana per la registrazione dei tumori nella provincia di Caltanissetta attraverso lo storico Registro di Ragusa.

Durante il convegno i suddetti partners hanno illustrato le attività svolte relative al raggiungimento di due importanti risultati nella nostra provincia: 1) L’implementazione della registrazione dei tumori grazie alla quale sarà possibile studiare i fenomeni connessi alle cause tumorali, migliorare la qualità della vita e il programma d’interventi di cura e di prevenzione oncologica; 2) La realizzazione d’interventi di sensibilizzazione, comunicazione, informazione, formazione, prevenzione ed educazione rivolti in particolar modo ai giovani al fine di promuovere l’adozione di stili di vita sani e migliorare le conoscenze dei cittadini e degli operatori sui tumori e sulla relativa registrazione, sui fattori di rischio e sui relativi metodi di prevenzione.

In particolar modo sono stati diffusi i dati inerenti la registrazione dei tumori relativi al triennio 2007-2009 già presentati all'AIRTUM (Associazione Nazionale Registri Tumori) che a breve dichiarerà l'accreditamento del Registro e la validità scientifica dei dati raccolti ed elaborati. Il risultato ottenuto è molto importante in quanto per ottenere l'accreditamento di un triennio sono necessari almeno 5 anni ma grazie alla realizzazione del progetto e all'intenso lavoro svolto è stato possibile anticipare i tempi di circa 3 anni e avviare contemporaneamente anche la registrazione dei dati del triennio successivo 2010-2012 che si trova già in uno stadio molto avanzato.

“Un sogno che diventa realtà” è stato lo slogan che ci ha accompagnato in questo triennio, oggi è proprio il caso di dire che il sogno è adesso realtà: da oggi la provincia nissena può vantarsi di avere un Registro Tumori che va a gonfie vele riuscendo a bruciare i tempi relativi alla raccolta e alla lavorazione dei dati; l'unico Registro Tumori che dispone di dati molto recenti scientificamente validati e che dispone di un piano di comunicazione che consente attraverso metodologie innovative il contatto diretto con il territorio.

Sono emersi dei dati molto interessanti. Nel triennio sono stati registrati 3.788 nuovi casi di tumori maligni tra i residenti della provincia di Caltanissetta (2.084 uomini e 1.704 donne), con una media annuale di 695 e 568 rispettivamente nel sesso maschile e femminile. Negli uomini il tasso grezzo di incidenza è stato di 530 casi ogni 100.000 abitanti e nelle donne di 402 casi ogni 100.000 abitanti. Nell’anno 2009 i morti a causa di un tumore in provincia di Caltanissetta sono stati 388 e 272, rispettivamente nel sesso maschile e femminile. In questo triennio la media annuale di ricoveri ospedalieri per tumore maligno tra i residenti della provincia di Caltanissetta è stata di 3.682 con un tasso di ricovero per 1.000 abitanti di 10.1 negli uomini e 7.0 nelle donne.

I cinque tumori più frequenti (con l’esclusione dei carcinomi cutanei) negli uomini sono stati polmone (19%), prostata (16%), tumori ematologici (16%), colon-retto (13%) e vescica (7.5%), che assieme rappresentano oltre il 71% di tutti i tumori che colpiscono il sesso maschile; nelle donne i tumori più frequenti sono stati mammella (26%), colon-retto (15%), tumori ematologici (13%), I tumori del corpo dell’utero (5.50%) e tiroide (5%), che assieme rappresentano il 65% dei tumori che colpiscono il sesso femminile.

Il Registro dispone, ovviamente, di tutti i dati suddivisi per tipologia di tumore e per singolo comune ma i dati non bisogna interpretarli in termini assoluti ma è necessario confrontarli con i valori attesi per l'area esaminata, con i dati di aree simili e con i dati nazionali e per far questo è necessario calcolare degli indicatori statistici che rendono i dati confrontabili .

Così come prevede la procedura nazionale sono stati calcolati i tassi di incidenza standardizzati alla popolazione europea (misura epidemiologica che consente confronti extra-provinciali e intra-provinciali). Per gli uomini il tasso è 408,9 mentre per le donne è 301,4 che sono preoccupanti in quanto sovrapponibili con il dato della provincia di Ragusa e inferiori al dato nazionale.
La curva d'incidenza si incrementa in maniera quasi esponenziale ogni quinquennio di età sia nel sesso femminile che in quello maschile; il tasso di incidenza è maggiore nelle donne fino ai 50-54 anni; dai 55 anni in su gli uomini sono di gran lunga più colpiti. Nel complesso il rapporto uomini/donne è di 1.22; l’età media è di 67.6 anni nel sesso maschile e di 64.2 nel sesso femminile.

Sono stati effettuati anche dei confronti tra i Comuni.
Nel sesso maschile i tassi di incidenza sono inferiori a quelli del Nord Italia per tutti i comuni nisseni. Il tasso più elevato si osserva a Montedoro, seguito da Mussomeli, San Cataldo, Villalba e Niscemi; Vallenga, Mazzarino, Gela, Caltanissetta, Riesi e Marianopoli hanno un tasso superiore a quello del Sud Italia; Sommatino, Milena, Serradifalco, Campofranco, Acquaviva, Bompensiere, Delia, Butera, Resuttano, Santa Caterina e Sutera hanno tassi inferiori a quelli del Sud Italia e della stessa provincia di Ragusa.
Bisogna sottolineare che, osservando il test statististico di significatività sul tasso standardizzato espresso nei termini di intervallo di confidenza al 95%, si deduce che la differenza dei tassi di incidenza tra i vari comuni non è statisticamente significativa.
Nel sesso femminile si evidenzia che per Bompensiere e Villalba i valori sono superiori a quelli del Nord Italia, mentre per tutti gli altri comuni sono inferiori a quelli del Nord con 13 comuni con tassi inferiori a quelli del Sud Italia. Anche in questo caso la differenza dei tassi di incidenza tra i vari comuni non è statisticamente significativa.

Dal confronto dei 5 tumori più frequenti emerge che il tasso di incidenza del tumore polmonare nella popolazione maschile della provincia di Caltanissetta è maggiore rispetto a quello della provincia di Ragusa, ma anche di quello del Sud, Centro e Nord Italia (bisogna specificare che la differenza è statisticamente significativa solo con il confronto con Ragusa); il tasso dei tumori colon-rettali è di poco superiore a quelli della provinica di Ragusa e del Sud Italia, ma nettamente inferiore rispetto al Centro e Nord Italia. Per i tumori della prostata, vescica ed emolinfopoietici (leucemie, linfomi e mielomi) i tassi sono sovrapponibili a quelli del provincia di Ragusa e del Sud Italia e inferiori rispetto al Centro e Nord Italia.
Il tasso di incidenza del tumore della mammella nella popolazione femminile della provincia di Caltanissetta è inferiore rispetto a quello della provincia di Ragusa e del resto d’Italia (la differenza è statisticamente significativa solo con il Nord Italia); il tasso dei tumori colon-rettali, tiroide, polmone e corpo utero sono sovrapponibili a quelli del provincia di Ragusa e del Sud Italia. Nel sesso femminile si evidenzia che i tumori emolinfopoietici hanno un tasso maggiore rispetto alla provincia di Ragusa

Il rischio relativo di incidenza tumorale è stato calcolato tramite il rapporto standardizzato di incidenza (SIR) avendo come riferimento la popolazione della provincia di Ragusa. In base all’incidenza della provincia di Ragusa è stato stimato il numero dei cosiddetti casi “attesi”. Il rapporto tra casi osservati (cioè registrati nel triennio 2007-09) nei vari comuni della provincia di Caltanissetta e quelli “attesi” esprime un rischio relativo: cioè il rischio ( o un eccesso) di tumore nei confronti della popolazione della provincia di Ragusa.

Analizzando i dati dei piccoli comuni singolarmente emergono dei tassi standardizzati d'incidenza con intervalli di confidenza del test di significatività molto ampi che non li rendono confrontabili ma su espressa richiesta dell'Ingegnere ambientale Culora Carmelo, progettista e project manger del progetto del registro tumori, sono stati aggregati i dati del cosiddetto Vallone” (Acquaviva, Bompensiere, Campofranco, Marianopoli, Milena, Montedoro, Mussomeli, Serradifalco, Sutera, Vallelunga e Villalba) e sono stati osservati con maggiore attenzione di dati dei Comuni di Niscemi, Caltanissetta e quindi dell'intera provincia e sono emersi come lui prevedeva dei dati preoccupanti e statisticamente significativi.

Nel sesso maschile, infatti, si è stimato un eccesso di rischio di sviluppare un tumore del 43% nel comprensorio del cosiddetto “Vallone” (333 casi rispetto ai 240 attesi) e del 12% a Gela (570 casi rispetto ai 511 attesi) . Queste stime sono statisticamente significative. Quando la stima è calcolata invece per l’intera provincia di Caltanissetta, per le città di Caltanissetta, Niscemi e San Cataldo il rischio è sovrapponibile a quello di Ragusa.

Nel sesso maschile si è stimato un eccesso di rischio di sviluppare un tumore al polmone del 69% nel comprensorio del cosiddetto “Vallone” (61 casi su 36 attesi), del 40% a Gela (109 casi su 79 attesi), del 34% a Caltanissetta (92 casi su 68 attesi) e del 25% per l’intera provincia nissena (395 casi su 314 attesi) Queste stime sono statisticamente significative. Per Niscemi e San Cataldo il rischio è sovrapponibile a quello di Ragusa.

È stato stimato un eccesso di rischio di tumori ematologici (linfomi di Hodgkin e Non Hodgkin, Leucemie e Mielomi) tra gli uomini residenti nella provincia nissena del 45%( 329 casi su 227), a Caltanissetta del 61%(79 su 49), a Gela del 42%(84 su 59), a San Cataldo del 63%(31 su 19) e nel “Vallone” del 108%(52 su 25). Queste stime sono statisticamente significative.

Nel sesso femminile si registra che il numero dei casi osservati è sovrapponibile a quelli attesi per tutti i tumori e che i tumori ematologici nelle donne residenti nel comprensorio del cosiddetto “Vallone” presentano un eccesso del 78% statisticamente significativo (36 casi osservati su 20 attesi).

Nel triennio 2007-09 in provincia di Caltanissetta sono stati registrati 31 nuovi casi di tumori maligni in soggetti di età inferiore ai 15 anni. I 31 tumori infantili sono rappresentati per il 48% da tumori ematologici ( 15 sono leucemie e linfomi) per il 26% da tumori del Sistema Nervoso Centrale ( 8 ) e per il 26% ( 8 ) da altri tipi di tumore. Il tasso di incidenza grezzo per l’intera provincia è di 232 casi x 1.000.000 con un tasso Standardizzato alla popolazione europea di 235; i tassi più alti sono a Caltanissetta ( grezzo 271; standard 281) e Gela (grezzo 269; standard 268). Il numero dei casi registrati nell’intera provincia di Caltanissetta è del 58% in più rispetto all’atteso confrontando il dato con la Provincia di Ragusa. A Gela e Caltanissetta il rischio relativo è ancor più elevato ma non statisticamente significativo.

In conclusione per quanto riguarda il dato provinciale, nel sesso femminile l’occorrenza di nuove diagnosi è sovrapponibile a quella della provincia di Ragusa e del Sud Italia. Nel sesso maschile il tasso complessivo di tumori maligni è superiore rispetto a quello della provincia di Ragusa, ma sovrapponibile a quello del Sud Italia. Quando si considerano singolarmente i 5 tumori più frequenti nelle donne persistono valori inferiori rispetto alle macro-aree italiane. Nel sesso maschile per quanto riguarda i tumori più frequenti, si è calcolato un tasso di incidenza di cancro al polmone maggiore rispetto alle altre macro-aree italiane. Le neoplasie della prostata, colon-retto, ematologici e vescica hanno un incidenza sovrapponibile a quella del Sud Italia.

I confronti intra-provinciali evidenziano una variabilità intercomunale, peraltro statisticamente non significativa, ma che colloca alcuni dei comuni del cosiddetto “vallone” alle prime posizioni sia nelle donne che negli uomini. Questi risultati sono più evidenti e statisticamente significativi quando si stimano i rischi relativi nei confronti della provincia di Ragusa: nel sesso maschile i tumori del polmone e del sistema emolinfopoietico mostrano un gradiente di rischio progressivamente minore per l’ area “vallone”, comune di San Cataldo, comune di Caltanissetta e comune di Gela. Nelle donne si evidenzia un eccesso di tumori solo per le neoplasie ematologiche nell’area “vallone”.

Una menzione particolare meritano i 31 tumori maligni occorsi nella popolazione infantile della provincia di Caltanissetta (età 0-14 anni). Il tasso di incidenza appare superiore a alle macro-aree italiane e rispetto alla provincia di Ragusa, sebbene le differenze calcolate non siano statisticamente significative. Quando si stima il rischio relativo tra le due provincie si evidenzia un eccesso di tumori infantili in provincia di Caltanissetta rispetto a Ragusa, statisticamente significativo.

L'Ing. Carmelo Culora, Progettista e Project Manager del progetto, dichiara:
“L’incidenza di tumori maligni nel triennio 2007-09 in provincia di Caltanissetta mostra certamente degli interessanti spunti di riflessione e rappresenta una base di partenza per monitorare le malattie oncologiche. Grazie al finanziamento della provincia regionale ed all'interessamento del già assessore provinciale On. Gianluca Miccichè è stato possibile completare in tempi record un periodo di incidenza con indicatori di qualità tali da consentire la presentazione dei dati alla banca dati AIRTUM; inoltre sommando e confrontando il periodo 2007-09 al periodo 2010-12, quest’ultimo in corso di espletamento in accordo alla legge regionale 5/2009, potrà consentire ulteriori e più solide interpretazioni dei risultati finora ottenuti.

Prima di poter interpretare con scientificità i dati è necessario attendere almeno i dati del triennio 2010-2012 in quanto il periodo analizzato è piccolo e probabilmente potranno variare i tassi d'incidenza standardizzati e le differenze oggi determinate potranno essere statisticamente più o meno significative.

Va precisato che i suddetti dati sono stati già trasmessi all'Istituto Superiore della Sanità affinché si esprima in merito alle possibili cause dei tumori.

Oggi possiamo dire con certezza che nel triennio 2007-2009 in provincia di Caltanissetta e soprattutto nel Vallone e nei Comuni di Gela sono stati diagnosticati più tumori al polmone, più tumori ematologici (linfomi di Hodgkin e Non Hodgkin, Leucemie e Mielomi) e più tumori infantili di quelli attesi e che calcolando i relativi tassi d'incidenza standardizzati alla popolazione europea è stato calcolato un tasso di incidenza di cancro al polmone maggiore rispetto alle altre macro-aree italiane e statisticamente significativo.

In attesa dei dati del successivo triennio sto provvedendo alla convocazione del Comitato Tecnico Scientifico del Registro Tumori per avviare uno studio approfondito per ricercare i fenomeni di causa correlati alle suddette patologie tumorali. Bisogna evitare falsi allarmismi e interpretazioni avventate. Grazie all'importante rete costituita e consolidata possiamo contare sulla collaborazione di enti autorevoli e competenti ma certamente è necessario l'impegno di tutti gli enti preposti.

Ritengo opportuno evidenziare che i principali fattori di causa dei tumori al polmone sono l'amianto (utilizzato nella produzione in fibro cemento di lastre per le coperture, vasche per la riserva d'acqua e tubi per gli acquedotti), il fumo da sigarette ed il radon ( gas radioattivo emesso dal terreno e da alcuni materiali di costruzione specialmente se di origine vulcanica come il granito ed il tufo) mentre per i tumori ematologici sono le radiazioni ionizzanti (procedure diagnostiche o terapeutiche, contaminazioni ambientali, radioattività del potassio, del gas radon e da alcuni materiali di costruzione), il fumo da sigarette, i carcinogeni chimici come il benzene ( presente nel petrolio e nella benzina e utilizzato anche nella produzione di solventi per vernici, gomme, lubrificanti, coloranti, detergenti, farmaci, detergenti collanti e pesticidi), benzopirene, aldeidi tossiche ( come la formaldeide utilizzata nella produzione di materie plastiche, rivestimenti, pannelli di legno compositi, resine, solventi, detergenti, cosmetici, tessuti e come conservante nei vaccini e negli alimenti), alcuni metalli pesanti ed alcuni virus.

Quindi sarà importante effettuare uno specifico monitoraggio ambientale ed una ricerca sulla vita e sulle professioni degli ammalati. Certamente bisognerà iniziare ponendo la lente d'ingrandimento su tutti gli ammalati che per lavoro o per altri motivi hanno avuto contatti con le lastre di coperture in eternit e sull'attuale utilizzo e smaltimento nel territorio , sui giacimenti minerari di sale presenti nel Vallone e a Pasquasia (dove si ipotizzano depositi di scorie radioattive), sulla loro mancata messa in sicurezza e bonifica e sugli ammalati che hanno lavorato presso di esse, sul petrolchimico dell'Eni di Gela e sui relativi lavoratori ammalati, sugli emettitori di onde elettromagnetiche e sugli ammalati residenti nelle loro vicinanze senza dimenticare ma anzi attenzionando particolarmente l'eccessivo utilizzo dei telefoni cellulari e il fumo da sigaretta”

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito internet www.centrotumoricl.it o la pagina facebook Registro Tumori di Caltanissetta.

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18 February 2013
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Numeri del cancro in Italia 2012
Saranno 364mila i nuovi casi di cancro nel 2012 (erano 360 mila nel 2011, ovvero mille al giorno. È questo il dato che emerge dal volume "Numeri del cancro in Italia 2012", a cura dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e Associazione italiana registri tumori (Airtum), presentato ieri nella sede del ministero della Salute. I tumori rappresentano la seconda causa di morte (30%), dopo le malattie cardio-circolatorie (38%) e si stima che nel 2012 provocheranno 175mila decessi, circa 500 al giorno. A essere più colpite sono le regioni settentrionali (+30%) rispetto al sud, ma complessivamente migliorano le percentuali di guarigione: il 61% delle donne e il 52% degli uomini, infatti, è vivo a 5 anni dalla diagnosi, con una sopravvivenza particolarmente elevata per i tumori frequenti come quello al seno (87%) e della prostata (88%). Un dato favorito dalla più alta adesione alle campagne di screening, che consentono di individuare la malattia in uno stadio iniziale, e alla maggiore efficacia delle terapie. «Un dato che pone il nostro paese all'avanguardia a livello europeo e mondiale» ha commentato il ministro della Salute Renato Balduzzi nel corso della presentazione. «La possibilità di disporre finalmente di dati epidemiologici relativi all'anno in corso» ha aggiunto il ministro» è essenziale per impostare azioni di politica sanitaria». «Questi numeri» conferma Stefano Cascinu, presidente Aiom «sono indispensabili per tutti gli operatori e le Istituzioni coinvolti nella lotta contro il cancro, sia nella gestione dei pazienti sia nella programmazione sanitaria in un periodo di contenimento della spesa come l'attuale in cui è indispensabile l'appropriatezza e l'uso razionale delle risorse».

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27 September 2012
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Chi comincia a fumare a 15 anni ha "una probabilità di morire di cancro tre volte maggiore rispetto a chi inizia 10 anni più tardi". È uno dei risultati dello studio Generazione in fumo, strategie per non cominciare, strumenti per smettere, presentato al Senato dall'associazione I think di Ignazio Marino. Dai dati emerge anche che tra i 15 e i 24 anni fuma il 15,9% dei maschi e il 21,8% delle femmine e che circa l'87% dei fumatori inizia entro i 20 anni.
Continua a crescere il numero dei giovanissimi che iniziano a fumare. In Italia la percentuale di giovani che si avvicina alla sigaretta prima dei 15 anni è del 18%, e i ragazzi tra i 15 e i 17 anni che fumano sono 38 su 100. Per abbattere questi numeri sono fondamentali la prevenzione e la corretta informazione sulle conseguenze del fumo. A questo scopo l’associazione Walce onlus (Women Against Lung Cancer in Europe http://www.womenagainstlungcancer.eu/IT/donazione.php) ha dato vita al progetto “Questa non me la fumo – proviamo a vederci chiaro nei discorsi fumosi”, una campagna di sensibilizzazione sui corretti stili di vita, rivolto ai bambini delle classi quarta e quinta della scuola primaria.
“Vogliamo lanciare un segnale forte e chiaro – dice Silvia Novello, presidente di WALCE, pneumologa e oncologa all’ospedale San Luigi di Orbassano (Torino) – fare prevenzione si può e si deve. Il 31 maggio è la giornata mondiale senza tabacco, e Walce, proprio come associazione che lotta per sostenere e aiutare i malati di tumore al polmone, vuole far capire quanto sia importante non accendere mai la prima sigaretta”.
“Questa non me la fumo” è un gioco appartenente alla collana Apriscatola, ideato da Carthusia Edizioni; è formato da una scatola-contenitore che, una volta aperta, si trasforma nella plancia di un gioco per la classe. Un vero e proprio kit didattico formato da un grande libro per la classe, 24 taccuini, uno per ogni bambino, carte e segnalini per giocare e una guida rivolta agli insegnanti.
Il testo della storia, scritto da Sabina Colloredo, autrice per ragazzi, è composto da quattro diverse vicende, ciascuna raccontata da uno dei ragazzini protagonisti, personaggi in cui i bambini facilmente si identificheranno e che li aiuteranno ad affrontare, coinvolgendoli, argomenti importanti e poco conosciuti.
Il 21,7 per cento degli italiani di età superiore ai 15 anni fuma: sono circa 11,1 milioni di cittadini. Sono i dati forniti dall’indagine condotta dalla Doxa (www.doxa.it) per l’Istituto Superiore di Sanità (www.iss.it). L’età media in cui si comincia a fumare è 15 anni (anche se il 34 per cento dei ragazzi intervistati ha dichiarato di avere iniziato prima).
E se quasi il 13 per cento dei minorenni fuma meno di 15 sigarette al giorno, il 7,9 arriva fino a 24, e l’1,3 addirittura a più di 25. Sette intervistati su dieci (il 73 per cento), che hanno da 15 a 24 anni, hanno dichiarato di avere iniziato a fumare perché anche i loro amici lo facevano.
E pare che anche gli atteggiamenti delle famiglie incidano negativamente sull’abitudine al fumo dei minori: nel 47 per cento dei casi, nelle case italiane i ragazzi possono fumare dove vogliono (solo 16 su 100 non ne hanno il permesso). Otto adulti su 10 (l’83 per cento) dichiarano di non avere mai visto un tabaccaio rifiutarsi di vendere le sigarette a un minore di 16 anni o chiedere un documento per verificare l’età.
Ecco l’identikit del fumatore-tipo, stilato dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata Mondiale contro il Tabagismo

Lavora, ha un reddito medio ed è istruito. Spende più di 15 euro la settimana per comprare le sigarette e di perdere il vizio non vuole sentire parlare. È l’identikit del nuovo fumatore italiano, compilato dall’Istituto Superiore di Sanità (http://www.iss.it/) e presentato al Convegno Nazionale “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale” in occasione della Giornata Mondiale contro il Tabagismo.
Il fumatore-tipo ha cominciato a fumare a 17 anni, influenzato dagli amici, fuma mentre guida ma non davanti ai bambini, non vuole smettere perché gli mancherebbe la compagnia delle sigarette, non conosce i centri antifumo ed è contrario a estendere il divieto nelle aree pubbliche aperte.
I tabagisti oggi sono 11,8 milioni, pari al 22,7% della popolazione, ma 7,8 milioni di persone (il 15% della popolazione) hanno smesso di fumare da più di 6 anni, per motivi di salute o perché si sono resi contro davvero delle conseguenze. Gli ex fumatori non sono stati influenzati dai divieti: hanno smesso di loro spontanea volontà.
La buona notizia è che l’80,2% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni non ha mai fumato. Chi di loro, invece, ha preso il vizio, fuma generalmente meno di 15 sigarette al giorno. Questa è l’unica fascia di età in cui il numero dei fumatori è diminuito dall’anno scorso a quest’anno (dal 21,9 al 18,8%).
Diminuisce costantemente anche la percentuale di chi ha iniziato prima dei 15 anni: 19,8 per cento nel 2009, 17,8 nel 2010 e 15,7 nel 2011.
Tra i motivi per cui si inizia, però, per la prima volta compare il “desiderio di ridurre l’appetito” (1,2% dei ragazzi fra i 15 e i 24 anni).
Smettere di fumare non è semplice, si sa. Per questo il governo britannico ha deciso di incentivare chi ha intenzione di tagliare il fumo mettendo a disposizione gratis, nelle farmacie, un kit di cerotti alla nicotina necessari a una settimana di terapia, con tanto di calcolatrice per quantificare il risparmio economico di una vita senza sigarette. Una ricerca pubblicata su Nicotine and Tobacco Research ha intanto messo in evidenza che smettere è molto più arduo per chi fuma sigarette almentolo: stimolando i recettori del freddo, questa sostanza induce ad aspirare più nicotina.

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19 September 2012
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Il caso Muos di Niscemi a Roma, il dottor Strano: “Siciliani condannati a morte”
di Daniela Giuffrida (13/9/2012)

“A Niscemi si muore di leucemia e cancro, ma si fa finta di nulla perché ci sono accordi segreti tra Italia e Usa e la situazione con il Muos non può che peggiorare”. E’ una denuncia pesantissima quella formulata da Rino Strano, medico, referente regionale del Wwf Italia ed esponente dei Comitati No Muos. Una denuncia che è arrivata fino al Parlamento nazionale. Lunedì, infatti, Strano, insieme con altri due attivisti che condividono la battaglia contro le nuove antenne militari Usa in provincia di Caltanissetta, e insieme con i sindaci della zona preoccupati per la salute dei concittadini, sono stati ascoltati a Montecitorio e a Palazzo Madama. Con lui facciamo il punto sull’esito della giornata romana:

Come è andata a Roma?

“La prima audizione è stata alla Commissione Difesa della Camera dei Deputati, pensavamo di trovare una atmosfera ostile, invece, sono stati tutti molto disponibili. Ho riferito loro che ho interessato il WWF-ITALIA il quale è molto sensibile all’ argomento. Mi ha chiamato Luigi Agresti e mi ha comunicato che il WWF Italia si interesserà attivamente perché, i lavori per il Muos si stanno facendo all’interno della riserva naturale orientata “Sughereta” di Niscemi, e probabilmente non in conformità con il progetto presentato al Comune e alla Regione, dalla Marina Militare U.S.A”.

Quali argomenti avete utilizzato per dimostrarlo?

“Questo l’ho dimostrato con delle foto che sono state allegate agli atti, ho fatto vedere il “movimento di terra”, ho detto loro, che un qualsiasi cittadino dentro una qualsiasi riserva non può toccare nemmeno un filo d’erba ed è passibile di multe salatissime. Gli americani, invece, in deroga a questa regola che vale per tutti gli Italiani, hanno spianato una collina, hanno interrato dei serbatoi enormi che contengono oli combustibili, dannosissimi per l’ambiente,dei quali non sappiamo né come vengono trattati, né come saranno smaltiti. E non sappiamo nulla nemmeno dei modi utilizzati per raffreddare i gruppi elettrogeni autonomi che usano, anche questi estremamente “pericolosi”per l’ambiente. Di tutto questo non sappiamo nulla, perché è tutto coperto dal “segreto militare”. Questo a noi importa poco, perché questi signori si trovano “ospiti” in un Paese straniero e in un posto dove non dovrebbero stare assolutamente e cioè all’interno di un SIC (Sito di Importanza Comunitaria) ovvero di una riserva tutelata non solo dallo Stato Italiano, ma dalla stessa Comunità Europea. Il Decreto Regionale che ha sancito la nascita della Sughereta stabilisce, in due articoli specifici, che all’interno della Sughereta è assolutamente vietato alzare reti metalliche e recinzioni ed è fatto divieto assoluto di posizionare antenne di qualunque genere. Loro (i signori del MUOS) sono andati in deroga a tutte queste regole che valgono per tutti gli Italiani, ma non per loro…

Tu sei un medico e hai sottolineato, durante le audizioni, i problemi per la salute dei cittadini derivanti dalle antenne già esistenti e da quelle in costruzione…

“Certo, ho detto a chiare lettere che non è giusto: siamo condannati a morte da queste antenne che stanno già procurando, leucemie, casi di cancro, malformazioni e noi non possiamo dire nulla perché ci sono accordi segreti tra Usa e Italia, assurdo. ! Ed io non parlo del MUOS, perché è ancora un fantasma. Parlo delle 41 antenne NRTF N8 che, da vent’anni, stanno distruggendo la nostra terra e la nostra gente. Ho presentato un documento che è stato subito allegato agli atti: un “Registro-Tumori”, redatto dalla provincia di Caltanissetta, riguardante un periodo che va dal 2004 al 2008 e dalla quale si evince un aumento considerevole dei casi di morte per tumore fra gli abitanti della zona di Niscemi. Ho trovato anche un militare americano che ha lavorato per 4 mesi sotto le “antenne della morte”, ammalatosi di Leucemia, il militare, ha riferito che molti suoi colleghi si sono ammalati di leucemia, molti fra loro sono già morti, altri ancora, presentano i sintomi di un possibile tumore alla tiroide. Ho consegnato una relazione medica contenente la cartella clinica del
militare consistente in 324 pagine, la mia relazione medica ed un dvd
riportante la registrazione dell’intervista rilasciata dal militare,
intervista fatta, attraverso il militare

Quindi ? Si è raggiunto un risultato finale? Puoi fare un bilancio di questi incontri?

“Alla Camera dei Deputati abbiamo avuto la disponibilità sia del Presidente, che di tutti i presenti. Abbiamo consegnato loro tutti i documenti presentati dai sindaci e quelli presentati dai Comitati NO MUOS e anche le foto, inconfutabili, che ho presentato io, in quanto responsabile di WWF, comprovanti quanto da noi affermato. Il Senato della Repubblica ha mostrato maggiore comprensione e disponibilità. Ci ha ricevuti, all’interno della “Commissione parlamentare d’inchiesta sull’esposizione a possibili fattori patogeni, con particolare riferimento all’uso dell’uranio impoverito. La commissione si occupa degli effetti che possono derivare dall’uso di attrezzature militari e dei danni che possono creare sia al territorio che alla salute dell’ uomo…quindi per noi è stata una “commissione ad hoc”. Una cosa che fondamentale che abbiamo ottenuto è stata l’accettazione, da parte del Presidente della Commissione, del principio della ”legge sul principio della precauzione” la quale afferma che “se non si conoscono i danni o i benefici che un apparecchiatura militare può causare sia all’ambiente che alla salute dell’uomo…. questa NON la si deve mettere in funzione”. Questa legge, promulgata a Rio de Janeiro, ratificata dal Parlamento Europeo e recepita anche dallo Stato Italiano, quindi non è una semplice supposizione ma una legge da rispettare. E’ stata proposta una “moratoria” su queste
apparecchiature, grazie alla quale si devono effettuare dei test alle
antenne, poi si dovrà consultare il Presidente della Regione Siciliana,
appena verrà eletto ad Ottobre. Questi verrà chiamato dalla Commissione
del Senato a riferire se esistono gli estremi per una revoca delle
autorizzazioni accordate a suo tempo, sia per le antenne NRTF N.8, che
per le parabole del MUOS.

Ma che speranze ci sono concretamente?

“Ognuno di noi, ha grande importanza nella lotta al MUOS, io sono un “pacifista” ma mi piace ricordare un vecchio detto… puoi vincere tutte le battaglie che vuoi ma se alla fine non vinci la guerra, avrai perduto in ogni caso e sarà stato perfettamente inutile aver combattuto tanto! Quindi attiviamoci, facciamo tutto quanto è nelle nostre possibilità….”

http://www.linksicilia.it/2012/09/il-caso-muos-di-niscemi-a-roma-il-dottor-strano-siciliani-condannati-a-morte/

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17 September 2012
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(AGI) - Londra, 10 set. - La mammografia fatta sotto i 30 anni puo' aumentare il rischio di tumore al seno per le donne predisposte geneticamente.

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11 September 2012
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Il latte contro il rischio di sviluppare tumori nelle donne
Il latte i suoi derivati possono rappresentare una difesa efficace contro il rischio di sviluppare tumori nelle donne, in particolare il carcinoma del colon retto e quelli localizzati nell'apparato digerente in genere.
Questi effetti positivi sulla salute femminile si devono al calcio, prezioso elemento minerale di cui sono ricchi latte, yogurt e formaggi, già noto per la sua validità nel rinforzare le ossa e i denti e prevenire carie e osteoporosi.
La conferma dei benefici dei latticini nella prevenzione del cancro viene da uno studio pubblicato sulla rivista “Archives of Internal Medicine”, svolto dai ricercatori del National Cancer Institute di Bethesda.
L'indagine scientifica americana ha coinvolto 293.907 uomini e 198.903 donne per chiarire il nesso tra alimentazione e salute (AARP Diet and Health Study): i volontari hanno comunicato dal 1996 al 2003, tramite appositi questionari, quali fossero i cibi che normalmente mangiavano e questi dati sono stati poi incrociati dagli studiosi con le tabelle che riportavano i casi di tumore diagnosticati fra i partecipanti allo studio.
Nel periodo di sette anni considerato si sono ammalati di cancro 39.965 uomini e 16.605 donne: se tra i maschietti l'assunzione di calcio non sembra giocare un ruolo preventivo rilevante, un discorso ben diverso vale, invece, per le signore, perchè le donne che consumavano abitualmente fino a 1800 milligrammi di calcio al giorno si ammalavano di cancro il 23% in meno rispetto alle loro simili.
Tuttavia anche gli uomini, per quanto riguarda il tumore del colon retto, beneficiavano di un qualche effetto protettivo derivante dall'assunzione del calcio.
Per prevenire l'osteoporosi, patologia tipicamente femminile, gli specialisti raccomandano alle donne con più di 50 anni di assumere 1000-1200 mg di calcio ogni giorno e di arricchire la loro dieta con latte, yogurt, formaggi, pesce azzurro, sgombri e anche con alcune verdure come i broccoletti, i carciofi, i cardi e le insalate verdi.
Come spesso accade con gli elementi nutritivi e curativi, però, non bisogna superare le dosi consigliate per non incorrere in spiacevoli effetti collaterali: è noto, in questo caso, che troppo calcio favorisce la formazione dei calcoli renali.
Come già affermava nel 1983 l'Accademia delle Scienze statunitense, il fattore dell'alimentazione è al secondo posto per importanza, dopo il tabacco, tra le più importanti variabili che influenzano lo sviluppo di un tumore: da allora oggi sono state svolte molte ricerche epidemiologiche per capire come prevenire a tavola il cancro, responsabile di un terzo dei decessi nel mondo occidentale industrializzato.
Sono stati individuati cibi che possono favorire la formazione di una neoplasia e alimenti che sono in grado di prevenirla e persino contrastarla: tra questi ultimi la frutta e le verdure, specialmente le crucifere come broccoli, cavolfiori e broccoletti, svolgono un ruolo importantissimo per contrastare la degenerazione cellulare.
Una dieta anti-cancro dovrebbe dunque contemplare molta frutta e verdura, anche se non può garantire a nessuno di non ammalarsi di tumore: esso viene influenzato, infatti, anche da fattori ambientali e dagli stili di vita.
Per diverse neoplasie, inoltre, ancora non sono noti tutti i possibili fattori scatenanti.
Quel che è sicuro è che l'obesità, la sedentarietà e una dieta sbagliata non ci aiutano a stare bene né ora né negli anni a venire: facciamo dunque attenzione, perchè buona parte della prevenzione antitumorale comincia a tavola.

A cura del Prof. FIDELBO M.

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22 July 2012
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Leucemia, una nuova tecnologia per combatterla
Nuova procedura di immunoterapia cellulare adottiva per il cancro
Un lavoro sulla leucemia a firma dei ricercatori del San Raffaele di Milano è apparso su Nature Medicine. Lo studio, frutto del lavoro di un team di ricercatori multidisciplinare e internazionale guidato da Chiara Bonini responsabile dell’Unità di Ematologia sperimentale del San Raffaele, in collaborazione con Luigi Naldini Direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica, ha permesso di mettere a punto una nuova tecnica di immunoterapia cellulare adottiva per il cancro, definita TCR gene Editing, disegnata per attaccare e sconfiggere più efficacemente i tumori del sangue.
L’immunoterapia cellulare adottiva si è dimostrata efficace in pazienti con alcuni tipi di tumore, anche in stadio avanzato.Sono stati condotti studi clinici sperimentali basati sulla somministrazione a pazienti con tumori di cellule del sistema immunitario, chiamati linfociti T, alcuni dei quali sono in grado di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali. Infatti ogni linfocita T è specifico per un determinato antigene (piccolo frammento di una proteina). I linfociti che riconoscono antigeni tumorali possono attaccare le cellule tumorali.
A cura del Prof. FIDELBO M.

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22 July 2012
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Le bionde leggere in realtà aumentano l'incidenza del cancro
La parola “light” associata a molti tipi di sigarette aiuta molti a non sentirsi in colpa, ma in realtà non ha alcun effetto protettivo sulla nostra salute. A lanciare di nuovo l'allarme sono gli oncologi americani riuniti a congresso a Chicago.
''Il maggiore utilizzo di sigarette con filtro e di tipo light - spiega Cesare Gridelli, direttore del Dipartimento di onco-ematologia dell'ospedale Moscati di Avellino - ha portato il fumatore ad aspirare più profondamente per ottenere un maggiore livello di soddisfazione, facendo sì che il fumo e i suoi agenti cancerogeni arrivino nella parte più in profondità dell'albero bronchiale dove insorge tipicamente l'adenocarcinoma''.
Non a caso, prosegue Gridelli, “la forma più comune di tumore del polmone (definita 'non a piccole cellule non squamoso') è in netto aumento rispetto agli altri istotipi.
Uno studio americano condotto dall'American Cancer Society e pubblicato sul giornale scientifico britannico British Medical Journal conferma la pericolosità delle sigarette light. Fumare sigarette a basso contenuto di catrame, infatti, non serve a ridurre il rischio di cancro al polmone rispetto alle sigarette normali. I ricercatori hanno analizzato il legame tra i valori della produzione di catrame delle sigarette e l'incidenza del cancro ai polmoni in 364.239 uomini e 576.535 donne di età superiore ai trent'anni per un periodo di sei anni. Lo studio ha rivelato che il rischio di contrarre il tumore era lo stesso tra fumatori di sigarette a basso contenuto di catrame (7 mg o meno) o di marche a basso contenuto di catrame (8-14 mg) e fumatori di prodotti e medio contenuto di catrame (15-21 mg). Indipendentemente dalla marca quindi i fumatori corrono comunque più rischi di ammalarsi di cancro ai polmoni rispetto a chi non fuma o a chi è riuscito a smettere. Gli scienziati hanno inoltre scoperto che tenendo anche conto di altri fattori come l'alimentazione e l'anamnesi non c'erano differenze tra lo stato di salute dei fumatori di sigarette a basso contenuto e a medio contenuto di catrame. Per i fumatori di sigarette senza filtro (con contenuto di catrame di 22mg o più) invece il rischio di cancro ai polmoni diventa più alto.''Le sigarette a basso contenuto di catrame offrono ai fumatori una promessa falsa di una riduzione di rischi. I fumatori hanno dipendenza dalla nicotina e il loro bisogno di regolare la dose quotidiana della sostanza significa semplicemente che inalano di più da marche con rendimento inferiore, col risultato che l'assunzione effettiva di catrame e nicotina non cambia quando passano alle sigarette a contenuto più basso. L'unico modo per un fumatore di correre meno rischi e quello di smettere di fumare”.
A cura del Prof FIDELBO M.

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22 July 2012
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" Noi studenti della 4A biologico riteniamo che l'incontro sia stato molto interessante ed educativo poichè l'esposizione del Professore Fidelbo, che ha adoperato un linguaggio semplice e comprensibile, ha catturato l'attenzione e l'interesse di tutti i ragazzi presenti. Inoltre il professore ha trattato delle tematiche attuali che minacciano la nostra salute. Grazie alle informazioni ricevute nel corso dell'incontro noi studenti abbiamo iniziato a comprendere l'importanza modificare i nostri stili di vita e assumere comportamenti adeguati al fine di preservare la nostra salute e di conseguenza anche quella dei nostri amici e familiari. Ci piacerebbe molto incontrare nuovamente il Professore Fidelbo per approfondire altre tematiche quali ad esempio quelle relative ai disturbi alimentari, le malattie sessualmente trasmissibili e i danni provocati dal fumo e dall'alcool

4B Biologico Itas Russo " La nostra classe è rimasta molto soddisfatta dell'incontro in cui è stata coinvolta. Essendo indirizo biologico, gli argomenti trattati sono stati interessanti e sono serviti a migliorare la nostra conoscenza non solo in ambito scolastico, ma anche personale. Per questo motivo saremo felici se questo incontro si ripetesse più volte nel corso dell'anno, e ci piacerebbe trattare maggiormente argomenti come, malattie sessualmente trasmissibili, malattie legate al sangue e la loro prevenzione

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