ALTO TASSO D'INCIDENZA IN PROVINCIA DI CALTANISSETTA DEI TUMORI DEL POLMONE, EMATOLOGICI ED INFANTILI.
PIÙ COLPITE LE AREE DEL “VALLONE” E GELA.

No agli allarmismi e alle interpretazioni avventate.
A breve, su proposta del Project Manager Ing. Culora Carmelo, il Comitato Tecnico Scientifico del Registro Tumori avvierà uno studio sulle cause delle più diffuse patologie tumorali.


Sabato 16 febbraio in occasione di un Convegno svoltosi a Caltanissetta sono stati resi noti i dati del triennio 2007-2009 inerenti l'incidenza in provincia di Caltanissetta nell'ambito della presentazione dei risultati del progetto “Conoscere per prevenire-Conoscere per curare” .
Durante il convegno di fronte alla gremita sala convegni di Villa Barile e alla presenza di tantissimi cittadini, Sindaci, assessori e consiglieri delle amministrazioni locali e provinciali, deputati regionali, rappresentanti di vari enti pubblici e privati e referenti delle organizzazioni no profit sono intervenuti: Dott. Paolo La Paglia, Direttore scientifico del Centro Tumori e Stili di vita positivi, Sezione provinciale del Registro Tumori di Caltanissetta e Ragusa; Mons. Giuseppe La Placa, Vicario Generale della Diocesi di Caltanissetta; Dott. Arcangelo Lacagnina, Presidente dell’Ordine dei medici della Provincia di Caltanissetta; Dott. Mancuso Renato, Dirigente Settore X - Ufficio Servizi Sociali e Culturali della Provincia Regionale di Caltanissetta; Ing. Carmelo Culora, Presidente del Conzorzio P.S.G., Progettista e Project Manager del progetto; Prof. Melchiorre Fidelbo, Responsabile organizzativo del Registro Tumori Integrato CT-ME-SR-EN; Dott. Salvatore Scondotto Dirigente dell'Osservatorio Regionale Epidemiologico; Dott. Rosario Tumino, Direttore del Registro Tumori di Caltanissetta e Ragusa;

Da tanti anni la popolazione attendeva l'istituzione del “Registro tumori” e soprattutto i relativi dati. In tanti sono convinti che in alcune aree della nostra provincia vi sia un tasso d'incidenza molto alto rispetto alla media regionale e nazionale e in tanti hanno anche ipotizzato quali potrebbe essere i fenomeni connessi alle relative cause ma senza i dati di un Registro Tumori validati scientificamente non è mai stato possibile andare oltre alle leggende di paese e alle ipotesi avanzate da più parti.

Tre anni fa grazie ad una innovativa proposta progettuale elaborata e presentata dallo staff del Consorzio P.S.G., presieduto dall'Ing. Culora Carmelo, la Provincia Regionale di Caltanissetta, a seguito dell'interessamento dell'On. Gianluca Miccichè, già Assessore provinciale alle politiche sociali e alla sanità, ha finanziato l'intervento per un triennio.
Il progetto si è svolto, in collaborazione con l’ASP di Caltanissetta, a cura dell’Associazione Temporanea di Scopo “Stili di vita positivi” costituita dal proponente Consorzio PSG, dal Registro Tumori Integrato CT-ME-SR-EN, dal Parco Scientifico Regionale della Sicilia e dall’ASP di Ragusa che ha il ruolo di capofila essendo stata incaricata dalla Regione Siciliana per la registrazione dei tumori nella provincia di Caltanissetta attraverso lo storico Registro di Ragusa.

Durante il convegno i suddetti partners hanno illustrato le attività svolte relative al raggiungimento di due importanti risultati nella nostra provincia: 1) L’implementazione della registrazione dei tumori grazie alla quale sarà possibile studiare i fenomeni connessi alle cause tumorali, migliorare la qualità della vita e il programma d’interventi di cura e di prevenzione oncologica; 2) La realizzazione d’interventi di sensibilizzazione, comunicazione, informazione, formazione, prevenzione ed educazione rivolti in particolar modo ai giovani al fine di promuovere l’adozione di stili di vita sani e migliorare le conoscenze dei cittadini e degli operatori sui tumori e sulla relativa registrazione, sui fattori di rischio e sui relativi metodi di prevenzione.

In particolar modo sono stati diffusi i dati inerenti la registrazione dei tumori relativi al triennio 2007-2009 già presentati all'AIRTUM (Associazione Nazionale Registri Tumori) che a breve dichiarerà l'accreditamento del Registro e la validità scientifica dei dati raccolti ed elaborati. Il risultato ottenuto è molto importante in quanto per ottenere l'accreditamento di un triennio sono necessari almeno 5 anni ma grazie alla realizzazione del progetto e all'intenso lavoro svolto è stato possibile anticipare i tempi di circa 3 anni e avviare contemporaneamente anche la registrazione dei dati del triennio successivo 2010-2012 che si trova già in uno stadio molto avanzato.

“Un sogno che diventa realtà” è stato lo slogan che ci ha accompagnato in questo triennio, oggi è proprio il caso di dire che il sogno è adesso realtà: da oggi la provincia nissena può vantarsi di avere un Registro Tumori che va a gonfie vele riuscendo a bruciare i tempi relativi alla raccolta e alla lavorazione dei dati; l'unico Registro Tumori che dispone di dati molto recenti scientificamente validati e che dispone di un piano di comunicazione che consente attraverso metodologie innovative il contatto diretto con il territorio.

Sono emersi dei dati molto interessanti. Nel triennio sono stati registrati 3.788 nuovi casi di tumori maligni tra i residenti della provincia di Caltanissetta (2.084 uomini e 1.704 donne), con una media annuale di 695 e 568 rispettivamente nel sesso maschile e femminile. Negli uomini il tasso grezzo di incidenza è stato di 530 casi ogni 100.000 abitanti e nelle donne di 402 casi ogni 100.000 abitanti. Nell’anno 2009 i morti a causa di un tumore in provincia di Caltanissetta sono stati 388 e 272, rispettivamente nel sesso maschile e femminile. In questo triennio la media annuale di ricoveri ospedalieri per tumore maligno tra i residenti della provincia di Caltanissetta è stata di 3.682 con un tasso di ricovero per 1.000 abitanti di 10.1 negli uomini e 7.0 nelle donne.

I cinque tumori più frequenti (con l’esclusione dei carcinomi cutanei) negli uomini sono stati polmone (19%), prostata (16%), tumori ematologici (16%), colon-retto (13%) e vescica (7.5%), che assieme rappresentano oltre il 71% di tutti i tumori che colpiscono il sesso maschile; nelle donne i tumori più frequenti sono stati mammella (26%), colon-retto (15%), tumori ematologici (13%), I tumori del corpo dell’utero (5.50%) e tiroide (5%), che assieme rappresentano il 65% dei tumori che colpiscono il sesso femminile.

Il Registro dispone, ovviamente, di tutti i dati suddivisi per tipologia di tumore e per singolo comune ma i dati non bisogna interpretarli in termini assoluti ma è necessario confrontarli con i valori attesi per l'area esaminata, con i dati di aree simili e con i dati nazionali e per far questo è necessario calcolare degli indicatori statistici che rendono i dati confrontabili .

Così come prevede la procedura nazionale sono stati calcolati i tassi di incidenza standardizzati alla popolazione europea (misura epidemiologica che consente confronti extra-provinciali e intra-provinciali). Per gli uomini il tasso è 408,9 mentre per le donne è 301,4 che sono preoccupanti in quanto sovrapponibili con il dato della provincia di Ragusa e inferiori al dato nazionale.
La curva d'incidenza si incrementa in maniera quasi esponenziale ogni quinquennio di età sia nel sesso femminile che in quello maschile; il tasso di incidenza è maggiore nelle donne fino ai 50-54 anni; dai 55 anni in su gli uomini sono di gran lunga più colpiti. Nel complesso il rapporto uomini/donne è di 1.22; l’età media è di 67.6 anni nel sesso maschile e di 64.2 nel sesso femminile.

Sono stati effettuati anche dei confronti tra i Comuni.
Nel sesso maschile i tassi di incidenza sono inferiori a quelli del Nord Italia per tutti i comuni nisseni. Il tasso più elevato si osserva a Montedoro, seguito da Mussomeli, San Cataldo, Villalba e Niscemi; Vallenga, Mazzarino, Gela, Caltanissetta, Riesi e Marianopoli hanno un tasso superiore a quello del Sud Italia; Sommatino, Milena, Serradifalco, Campofranco, Acquaviva, Bompensiere, Delia, Butera, Resuttano, Santa Caterina e Sutera hanno tassi inferiori a quelli del Sud Italia e della stessa provincia di Ragusa.
Bisogna sottolineare che, osservando il test statististico di significatività sul tasso standardizzato espresso nei termini di intervallo di confidenza al 95%, si deduce che la differenza dei tassi di incidenza tra i vari comuni non è statisticamente significativa.
Nel sesso femminile si evidenzia che per Bompensiere e Villalba i valori sono superiori a quelli del Nord Italia, mentre per tutti gli altri comuni sono inferiori a quelli del Nord con 13 comuni con tassi inferiori a quelli del Sud Italia. Anche in questo caso la differenza dei tassi di incidenza tra i vari comuni non è statisticamente significativa.

Dal confronto dei 5 tumori più frequenti emerge che il tasso di incidenza del tumore polmonare nella popolazione maschile della provincia di Caltanissetta è maggiore rispetto a quello della provincia di Ragusa, ma anche di quello del Sud, Centro e Nord Italia (bisogna specificare che la differenza è statisticamente significativa solo con il confronto con Ragusa); il tasso dei tumori colon-rettali è di poco superiore a quelli della provinica di Ragusa e del Sud Italia, ma nettamente inferiore rispetto al Centro e Nord Italia. Per i tumori della prostata, vescica ed emolinfopoietici (leucemie, linfomi e mielomi) i tassi sono sovrapponibili a quelli del provincia di Ragusa e del Sud Italia e inferiori rispetto al Centro e Nord Italia.
Il tasso di incidenza del tumore della mammella nella popolazione femminile della provincia di Caltanissetta è inferiore rispetto a quello della provincia di Ragusa e del resto d’Italia (la differenza è statisticamente significativa solo con il Nord Italia); il tasso dei tumori colon-rettali, tiroide, polmone e corpo utero sono sovrapponibili a quelli del provincia di Ragusa e del Sud Italia. Nel sesso femminile si evidenzia che i tumori emolinfopoietici hanno un tasso maggiore rispetto alla provincia di Ragusa

Il rischio relativo di incidenza tumorale è stato calcolato tramite il rapporto standardizzato di incidenza (SIR) avendo come riferimento la popolazione della provincia di Ragusa. In base all’incidenza della provincia di Ragusa è stato stimato il numero dei cosiddetti casi “attesi”. Il rapporto tra casi osservati (cioè registrati nel triennio 2007-09) nei vari comuni della provincia di Caltanissetta e quelli “attesi” esprime un rischio relativo: cioè il rischio ( o un eccesso) di tumore nei confronti della popolazione della provincia di Ragusa.

Analizzando i dati dei piccoli comuni singolarmente emergono dei tassi standardizzati d'incidenza con intervalli di confidenza del test di significatività molto ampi che non li rendono confrontabili ma su espressa richiesta dell'Ingegnere ambientale Culora Carmelo, progettista e project manger del progetto del registro tumori, sono stati aggregati i dati del cosiddetto Vallone” (Acquaviva, Bompensiere, Campofranco, Marianopoli, Milena, Montedoro, Mussomeli, Serradifalco, Sutera, Vallelunga e Villalba) e sono stati osservati con maggiore attenzione di dati dei Comuni di Niscemi, Caltanissetta e quindi dell'intera provincia e sono emersi come lui prevedeva dei dati preoccupanti e statisticamente significativi.

Nel sesso maschile, infatti, si è stimato un eccesso di rischio di sviluppare un tumore del 43% nel comprensorio del cosiddetto “Vallone” (333 casi rispetto ai 240 attesi) e del 12% a Gela (570 casi rispetto ai 511 attesi) . Queste stime sono statisticamente significative. Quando la stima è calcolata invece per l’intera provincia di Caltanissetta, per le città di Caltanissetta, Niscemi e San Cataldo il rischio è sovrapponibile a quello di Ragusa.

Nel sesso maschile si è stimato un eccesso di rischio di sviluppare un tumore al polmone del 69% nel comprensorio del cosiddetto “Vallone” (61 casi su 36 attesi), del 40% a Gela (109 casi su 79 attesi), del 34% a Caltanissetta (92 casi su 68 attesi) e del 25% per l’intera provincia nissena (395 casi su 314 attesi) Queste stime sono statisticamente significative. Per Niscemi e San Cataldo il rischio è sovrapponibile a quello di Ragusa.

È stato stimato un eccesso di rischio di tumori ematologici (linfomi di Hodgkin e Non Hodgkin, Leucemie e Mielomi) tra gli uomini residenti nella provincia nissena del 45%( 329 casi su 227), a Caltanissetta del 61%(79 su 49), a Gela del 42%(84 su 59), a San Cataldo del 63%(31 su 19) e nel “Vallone” del 108%(52 su 25). Queste stime sono statisticamente significative.

Nel sesso femminile si registra che il numero dei casi osservati è sovrapponibile a quelli attesi per tutti i tumori e che i tumori ematologici nelle donne residenti nel comprensorio del cosiddetto “Vallone” presentano un eccesso del 78% statisticamente significativo (36 casi osservati su 20 attesi).

Nel triennio 2007-09 in provincia di Caltanissetta sono stati registrati 31 nuovi casi di tumori maligni in soggetti di età inferiore ai 15 anni. I 31 tumori infantili sono rappresentati per il 48% da tumori ematologici ( 15 sono leucemie e linfomi) per il 26% da tumori del Sistema Nervoso Centrale ( 8 ) e per il 26% ( 8 ) da altri tipi di tumore. Il tasso di incidenza grezzo per l’intera provincia è di 232 casi x 1.000.000 con un tasso Standardizzato alla popolazione europea di 235; i tassi più alti sono a Caltanissetta ( grezzo 271; standard 281) e Gela (grezzo 269; standard 268). Il numero dei casi registrati nell’intera provincia di Caltanissetta è del 58% in più rispetto all’atteso confrontando il dato con la Provincia di Ragusa. A Gela e Caltanissetta il rischio relativo è ancor più elevato ma non statisticamente significativo.

In conclusione per quanto riguarda il dato provinciale, nel sesso femminile l’occorrenza di nuove diagnosi è sovrapponibile a quella della provincia di Ragusa e del Sud Italia. Nel sesso maschile il tasso complessivo di tumori maligni è superiore rispetto a quello della provincia di Ragusa, ma sovrapponibile a quello del Sud Italia. Quando si considerano singolarmente i 5 tumori più frequenti nelle donne persistono valori inferiori rispetto alle macro-aree italiane. Nel sesso maschile per quanto riguarda i tumori più frequenti, si è calcolato un tasso di incidenza di cancro al polmone maggiore rispetto alle altre macro-aree italiane. Le neoplasie della prostata, colon-retto, ematologici e vescica hanno un incidenza sovrapponibile a quella del Sud Italia.

I confronti intra-provinciali evidenziano una variabilità intercomunale, peraltro statisticamente non significativa, ma che colloca alcuni dei comuni del cosiddetto “vallone” alle prime posizioni sia nelle donne che negli uomini. Questi risultati sono più evidenti e statisticamente significativi quando si stimano i rischi relativi nei confronti della provincia di Ragusa: nel sesso maschile i tumori del polmone e del sistema emolinfopoietico mostrano un gradiente di rischio progressivamente minore per l’ area “vallone”, comune di San Cataldo, comune di Caltanissetta e comune di Gela. Nelle donne si evidenzia un eccesso di tumori solo per le neoplasie ematologiche nell’area “vallone”.

Una menzione particolare meritano i 31 tumori maligni occorsi nella popolazione infantile della provincia di Caltanissetta (età 0-14 anni). Il tasso di incidenza appare superiore a alle macro-aree italiane e rispetto alla provincia di Ragusa, sebbene le differenze calcolate non siano statisticamente significative. Quando si stima il rischio relativo tra le due provincie si evidenzia un eccesso di tumori infantili in provincia di Caltanissetta rispetto a Ragusa, statisticamente significativo.

L'Ing. Carmelo Culora, Progettista e Project Manager del progetto, dichiara:
“L’incidenza di tumori maligni nel triennio 2007-09 in provincia di Caltanissetta mostra certamente degli interessanti spunti di riflessione e rappresenta una base di partenza per monitorare le malattie oncologiche. Grazie al finanziamento della provincia regionale ed all'interessamento del già assessore provinciale On. Gianluca Miccichè è stato possibile completare in tempi record un periodo di incidenza con indicatori di qualità tali da consentire la presentazione dei dati alla banca dati AIRTUM; inoltre sommando e confrontando il periodo 2007-09 al periodo 2010-12, quest’ultimo in corso di espletamento in accordo alla legge regionale 5/2009, potrà consentire ulteriori e più solide interpretazioni dei risultati finora ottenuti.

Prima di poter interpretare con scientificità i dati è necessario attendere almeno i dati del triennio 2010-2012 in quanto il periodo analizzato è piccolo e probabilmente potranno variare i tassi d'incidenza standardizzati e le differenze oggi determinate potranno essere statisticamente più o meno significative.

Va precisato che i suddetti dati sono stati già trasmessi all'Istituto Superiore della Sanità affinché si esprima in merito alle possibili cause dei tumori.

Oggi possiamo dire con certezza che nel triennio 2007-2009 in provincia di Caltanissetta e soprattutto nel Vallone e nei Comuni di Gela sono stati diagnosticati più tumori al polmone, più tumori ematologici (linfomi di Hodgkin e Non Hodgkin, Leucemie e Mielomi) e più tumori infantili di quelli attesi e che calcolando i relativi tassi d'incidenza standardizzati alla popolazione europea è stato calcolato un tasso di incidenza di cancro al polmone maggiore rispetto alle altre macro-aree italiane e statisticamente significativo.

In attesa dei dati del successivo triennio sto provvedendo alla convocazione del Comitato Tecnico Scientifico del Registro Tumori per avviare uno studio approfondito per ricercare i fenomeni di causa correlati alle suddette patologie tumorali. Bisogna evitare falsi allarmismi e interpretazioni avventate. Grazie all'importante rete costituita e consolidata possiamo contare sulla collaborazione di enti autorevoli e competenti ma certamente è necessario l'impegno di tutti gli enti preposti.

Ritengo opportuno evidenziare che i principali fattori di causa dei tumori al polmone sono l'amianto (utilizzato nella produzione in fibro cemento di lastre per le coperture, vasche per la riserva d'acqua e tubi per gli acquedotti), il fumo da sigarette ed il radon ( gas radioattivo emesso dal terreno e da alcuni materiali di costruzione specialmente se di origine vulcanica come il granito ed il tufo) mentre per i tumori ematologici sono le radiazioni ionizzanti (procedure diagnostiche o terapeutiche, contaminazioni ambientali, radioattività del potassio, del gas radon e da alcuni materiali di costruzione), il fumo da sigarette, i carcinogeni chimici come il benzene ( presente nel petrolio e nella benzina e utilizzato anche nella produzione di solventi per vernici, gomme, lubrificanti, coloranti, detergenti, farmaci, detergenti collanti e pesticidi), benzopirene, aldeidi tossiche ( come la formaldeide utilizzata nella produzione di materie plastiche, rivestimenti, pannelli di legno compositi, resine, solventi, detergenti, cosmetici, tessuti e come conservante nei vaccini e negli alimenti), alcuni metalli pesanti ed alcuni virus.

Quindi sarà importante effettuare uno specifico monitoraggio ambientale ed una ricerca sulla vita e sulle professioni degli ammalati. Certamente bisognerà iniziare ponendo la lente d'ingrandimento su tutti gli ammalati che per lavoro o per altri motivi hanno avuto contatti con le lastre di coperture in eternit e sull'attuale utilizzo e smaltimento nel territorio , sui giacimenti minerari di sale presenti nel Vallone e a Pasquasia (dove si ipotizzano depositi di scorie radioattive), sulla loro mancata messa in sicurezza e bonifica e sugli ammalati che hanno lavorato presso di esse, sul petrolchimico dell'Eni di Gela e sui relativi lavoratori ammalati, sugli emettitori di onde elettromagnetiche e sugli ammalati residenti nelle loro vicinanze senza dimenticare ma anzi attenzionando particolarmente l'eccessivo utilizzo dei telefoni cellulari e il fumo da sigaretta”

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito internet www.centrotumoricl.it o la pagina facebook Registro Tumori di Caltanissetta.

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18 February 2013
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“Progetto Luna O.N.L.U.S.” informa:

SU INIZIATIVA DELL’AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI CALTANISSETTA:

LE DONNE DA 45 A 69 ANNI (ogni due anni):
POSSONO FARE UNA MAMMOGRAFIA GRATUITA SENZA RICHIESTA MEDICA PORTANDO UN DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO

LE DONNE DA 25 A 69 ANNI (ogni tre anni):
POSSONO FARE IL PAP TEST NEI CONSULTORI

UOMINI E DONNE DAI 50 AI 69 ANNI (ogni due anni):
POSSONO RITIRARE PRESSO LA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE “PROGETTO LUNA” (S.Elia piano terra ex edicola) IL KIT PER EFFETTUARE A CASA PROPRIA L’ESAME DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
CHIAMARE LE VOLONTARIE DELL’ASSOCIAZIONE
DAL LUNEDI AL VENERDI DALLE 10,30 ALLE 12,30
TEL. 0934 559686

FUORI ORARIO CELL. 3288156903 – 3404097194


“Progetto Luna” Associazione di volontariato per l’informazione e la prevenzione oncologica


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17 October 2012
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Mille tumori al giorno e un cancro che colpisce di più al Nord. Sono alcuni dei dati che emergono da I numeri del cancro in Italia 2012, l'indagine realizzata dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e dall'Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), presentata lo scorso 26 settembre al Ministero della Salute. Il volume porta in evidenza tutta l'emergenza del problema che in Italia rappresenta la seconda cause di morte, dopo le complicanze cardio-vascolari: se nel nostro Paese infatti sono stati diagnosticati circa 360mila tumori nel 2011, si stima che nel 2012 le diagnosi saranno 364mila. Sono colpiti soprattutto gli uomini (56%) e gli abitanti del Nord che si ammalano il 30% in più rispetto al Sud.

Il tumore più frequente è quello del colon-retto (50.000 diagnosi), seguito dal cancro al seno (46.000), da quello al polmone (38.000) e alla prostata (36.000). Per quanto riguarda la mortalità, sono 175.000 i decessi stimati per il 2012. Gli uomini muoiono soprattutto per cancro al polmone (27% dei decessi), mentre le donne per quello alla mammella (16% dei decessi). Ma c'è una buona notizia: stando ai dati, in Italia la sopravvivenza negli ultimi 15 anni è aumentata complessivamente di oltre il 50%, merito di una maggiore conoscenza delle metodiche di prevenzione che consentono di individuare la proliferazione cellulare ai primi stadi, e di uno sviluppo delle terapie oncologiche.

I dati sono importanti e fonte di orgoglio. «La possibilità di disporre finalmente di dati epidemiologici relativi all’anno in corso - ha detto infatti Renato Balduzzi, ministro della Salute - è essenziale per impostare azioni di politica sanitaria. L’oncologia italiana, per qualità delle terapie e impegno nella prevenzione, si conferma tra le prime al mondo, come dimostrato dalle alte percentuali di guarigione». L'indagine è stata resa possibile dal contributo di tutte le oltre 300 oncologie italiane e dei 37 Registri tumori presenti sul territorio, enti che possono fotografare l'evoluzione della malattia di oltre 24 milioni di italiani (43% della popolazione) la cui attività, purtroppo, sembra essere sempre più compromessa dalla perdurante assenza di una legge nazionale che li riconosca giuridicamente e li abiliti all'accesso alle informazioni sanitarie.
A cura del Prof. M. FIDELBO

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08 October 2012
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Immunizzare le ragazze 12enni contro il Papillomavirus umano (Hpv) previene il doppio delle neoplasie rispetto alla sola vaccinazione nei maschi della stessa età. La vaccinazione anti-Hpv mirata alla prevenzione di questo tumore, dunque, è 'femmina' e vaccinarsi fa bene anche dopo i primi rapporti sessuali.
Lo rivelano due studi italiani basati su modelli matematici, che hanno dimostrato il risparmio economico e la validità del vaccino contro il papillomavirus, principale causa del cancro della cervice uterina. Gli studi sono stati presentati al simposio La prevenzione vaccinale: una scienza in continua evoluzione, organizzato nell'ambito del congresso della Società italiana di igiene (Siti) a Santa Margherita di Pula, Cagliari.
Il primo lavoro, firmato tra gli altri dai professori di Igiene Paolo Bonanni e Giovanni Gabutti, rispettivamente dell'università di Firenze e di Ferrara, si è basato su un modello farmaco-economico e ha valutato i potenziali casi di carcinoma al collo dell'utero evitabili vaccinando solo le ragazze di 12, 15 e 25 anni, oppure anche i ragazzi di 12 anni. Gli autori hanno assunto come dati acquisiti l'efficacia del vaccino bivalente sia verso i tipi oncogeni per cui è mirato (Hpv 16 e 18), sia verso altri oncogeni, gli Hpv 31/33/35/39/45/51/52/56/58/59, grazie alla capacità di protezione crociata dimostrata dal vaccino nello studio Patricia. In ogni coorte sono stati inseriti 280mila soggetti. «Con un budget fisso a disposizione e una copertura vaccinale del 70% - spiegano Bonanni e Gabutti - vaccinare le ragazze di 12, 15, 25 anni o i ragazzi di 12 anni previene rispettivamente 937, 884, 647 e 401 tumori al collo dell'utero. La vaccinazione dei ragazzi darebbe un valore aggiunto solo se la copertura delle ragazze di 12 anni fosse bassa e se i ragazzi vaccinati avessero numerose partner, così da ottenere un effetto indiretto del vaccino».
Il secondo studio, coordinato sempre da Bonanni, ha valutato l'impatto della vaccinazione nelle donne di 25 anni. Prendendo come numero di riferimento una coorte di 330mila donne, la vaccinazione riduce di 696 unità i casi di cancro e di 316 i decessi, rispetto al solo pap test. «Questi risultati - spiega Bonanni - dimostrano l'ottimale rapporto costo-efficacia del vaccino bivalente nelle donne di questa fascia d'età»
A cura del Prof. Melchiorre FIDELBO

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08 October 2012
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(AGI) - Bruxelles, 3 ott. - Una nuova ricerca condotta presso la MedUni di Vienna ha caratterizzato per la prima volta la risposta immunitaria del cervello alle metastasi infiltranti.

A cura del Prof. M. Fidelbo

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04 October 2012
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Un esame genetico del sangue per individuare precocemente un tumore al seno. A questa nuova analisi, che si annuncia più accurata dei raggi X utilizzati per la mammografia, sta lavorando un gruppo di ricercatori britannici che spera di poter rendere disponibile l'esame entro i prossimi 5 anni.

Lo studio, è coordinato da Jacqui Shaw della Leicester University ed è frutto della collaborazione tra l'ateneo e l'Imperial College di Londra. Per validare la potenza diagnostica, partirà nella capitale britannica uno studio che dovrebbe coinvolgere 500 donne richiamate per ulteriori accertamenti dopo che la mammografia ha rilevato ombre sospette.

I ricercatori analizzeranno il Dna estratto attraverso il prelievo di sangue, confrontando quello di pazienti alle quali sarà diagnosticato un tumore con quello di donne in cui gli accertamenti avranno esito negativo. Gli studiosi, infatti, hanno già identificato alcune 'spie' genetiche ultraprecoci della presenza di un cancro al seno, e in questo modo ne verificheranno il potere predittivo. Se questo primo trial clinico avrà successo, il team ne avvierà un altro per valutare se il test del sangue può essere utilizzato in modo efficace e affidabile per i programmi di screening sulle donne di mezza età o anziane.

Questo tipo di analisi, dicono i ricercatori, aiuterà i medici a definire cure personalizzate, tagliate su misura per ogni paziente. Sulla base delle particolari anomalie genetiche rilevate di volta in volta, si potrà trattare ogni donna in modo più specifico e con minor rischio di tossicità.
A cura del Prof. M. Fidelbo

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04 October 2012
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Corso ECM Teorico-pratico. Registrazione Tumori.
Giovedì 18-10-2012, ore 13,30 - 20,30
sede: RSA, via Luigi Monaco 109, Caltanissetta

Registrazione dei Tumori: il Ca colonretto
Appropriatezza clinica, delle fonti e della registrazione dei dati sul
sw REPATONC- SWINCARE

Direttore del Corso di Formazione
Chairman
Prof M. FIDELBO

Registrazione dei partecipanti
Presentazione del 7° corso
Epidemiologia del Ca colonretto in Italia: confronti nord-sud. Epidemiologia in Sicilia orientale
Epidemiologia ed appropriatezza dell’assistenza: dati RTI
La storia naturale e prevenzione del Ca colon
Diagnosi precoce del Ca colon retto
Break
La lavorazione dei dati del RT in plenaria per il Ca colonretto
L’ Anatomia Patologica del Ca colonretto
Terapia chirurgica
Terapia Medica: chemioterapia tradizionale
Il ruolo del MMG: il counselling, il follow-up, ADO
Appropriatezza dell’assistenza. La Cartella Oncologica
La lavorazione nel RT per il Ca colon retto :
lavoro in piccoli gruppi sul sw Repatonc e Swincare
Discussione in plenaria
Chiusura del Corso

Segreteria organizzativa:
Sigra Anna Caruso, cell 3486436468
Dssa Elina Messina cell 3338110428
Centro Provinciale Tumori e Stili di vita positivi
Consorzio Projects & Services Group
Via F. Turati 130/G Caltanissetta Aperto il mercoledi e il venerdi dalle 9,00/13,00 Tel/Fax: 0934 594545 - Email: info@centrotumoricl.it

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04 October 2012
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Allattamento al seno: per l’Oms almeno fino a sei mesi

In fatto di allattamento al seno, le mamme italiane non sembrano seguire appieno i dettami dell'Oms: quest'ultima lo consiglia fino ai sei mesi dopo il parto, eppure nel nostro Paese solo il 10% arriva a questo risultato. Alla dimissione ospedaliera, però, le cifre sono ben più alte, con una percentuale tra il 60 e l'89% di donne che iniziano l'allattamento. Poi tendono a smettere, soprattutto per paura di non farcela. Ricordare i vantaggi dell'allattamento al seno è dunque l'obiettivo della specifica settimana internazionale in corso.
Importante è il lavoro di motivazione sulle neomamme, che avviene soprattutto nei corsi di preparazione alla nascita. Un ruolo importante spetta anche al papà, in grado di sostenere la compagna. «Spesso le donne si sentono sole, ma devono imparare a non aver paura di chiedere aiuto o consiglio - commenta Enrico Bertino, direttore della neonatologia universitaria del Sant'Anna di Torino - L'unica cosa sicura è che tutte le mamme possono allattare, i casi di ipogalattia vera sono molto rari, 2-3%».
I benefici nutrizionali e biologici del latte materno sono riconosciuti da tempo. A questi si aggiungono ulteriori riscontri: come ricorda Claudio Maffeis, docente di Pediatria all'università di Verona, «Ci sono molte evidenze sulla relazione tra durata dell'allattamento al seno e riduzione del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari nella mamma in postmenopausa. E i bambini allattati per più di sei mesi hanno anche un minor rischio di diventare obesi». Vantaggi sottolineati, poi, anche alla recente conferenza biennale dell'Isrhml, società internazionale che si occupa di studi sulla lattazione umana. Clemens Kunz, dell'università tedesca di Giessen, ha evidenziato come il latte umano condizioni positivamente la flora intestinale del bambino, per il contenuto in zuccheri a catena corta che favoriscono lo sviluppo di germi buoni come lattobacilli e bifidobatteri.
Per promuovere l'allattamento al seno, crescono le iniziative ad hoc in farmacie ed esercizi commerciali comuni.

A cura del prof. M. FIDELBO

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03 October 2012
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" Noi studenti della 4A biologico riteniamo che l'incontro sia stato molto interessante ed educativo poichè l'esposizione del Professore Fidelbo, che ha adoperato un linguaggio semplice e comprensibile, ha catturato l'attenzione e l'interesse di tutti i ragazzi presenti. Inoltre il professore ha trattato delle tematiche attuali che minacciano la nostra salute. Grazie alle informazioni ricevute nel corso dell'incontro noi studenti abbiamo iniziato a comprendere l'importanza modificare i nostri stili di vita e assumere comportamenti adeguati al fine di preservare la nostra salute e di conseguenza anche quella dei nostri amici e familiari. Ci piacerebbe molto incontrare nuovamente il Professore Fidelbo per approfondire altre tematiche quali ad esempio quelle relative ai disturbi alimentari, le malattie sessualmente trasmissibili e i danni provocati dal fumo e dall'alcool

4B Biologico Itas Russo " La nostra classe è rimasta molto soddisfatta dell'incontro in cui è stata coinvolta. Essendo indirizo biologico, gli argomenti trattati sono stati interessanti e sono serviti a migliorare la nostra conoscenza non solo in ambito scolastico, ma anche personale. Per questo motivo saremo felici se questo incontro si ripetesse più volte nel corso dell'anno, e ci piacerebbe trattare maggiormente argomenti come, malattie sessualmente trasmissibili, malattie legate al sangue e la loro prevenzione

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